Diario La Strategia Oracle – Simplify IT/Innovazione basata su standard aperti 1/4

 

La Strategia Oracle – Simplify IT/Innovazione basata su standard aperti 1/4

09 Maggio 2013

Inizio con questo post - primo di quattro puntate settimanali - ad abbozzare qualche ulteriore considerazione in merito al tema della strategia Oracle, affrontato nel corso della più ampia conversazione avuta con Peppino Turani, scaturita poi nell'intervista da lui pubblicata sull'edizione di Uomini&Business di febbraio 2013.

La strategia di Oracle si fonda, infatti, su standard aperti, quali J2EE, SOA, etc.  Questi sono alla base dei prodotti che vengono sviluppati nei Laboratori Hardware e Software, sia applicativo che non.

Laboratori che hanno una missione imperativa: quella di essere i migliori nella specifica categoria nella quale si trovano a competere.  E come potrebbe essere altrimenti? L'assoluta eccellenza, alla quale debbono aspirare i singoli prodotti, rende infatti credibile e perseguibile l'intento strategico di Oracle di fornire una soluzione di assoluta superiorità grazie alla successiva integrazione degli stessi: n prodotti mediocri messi assieme non potrebbero certo generare una soluzione eccellente.  Con il risultato che Oracle ha una posizione di assoluta leadership in oltre 70 categorie specifiche di prodotto, contro le circa 25 del più vicino concorrente.

Analogamente, l'adozione di standard aperti garantisce l'intrinseca interoperabilità tra i prodotti stessi, ma anche con le soluzioni già presenti presso i clienti, in aggiunta a garantire la pressoché totale assenza dei tipici vincoli che deriverebbero invece da un'architettura di tipo "proprietario".

Non da ultimo, gli standard aperti rappresentano per Oracle la "colla" per facilitare e velocizzare l'integrazione dei prodotti esterni ottenuti acquisendo Aziende innovative (sempre parte degli ingenti investimenti in Ricerca & Sviluppo, anche se in questo caso esogena).

Ma gli standard aperti sono anche la base per una proposta Cloud che non nasconda meccanismi di lock-in e sia davvero senza soluzione di continuità: in tal modo, diventa facile "scalare" da un modello "private" a quello "public", così come si rende predicibile l'integrazione delle soluzioni in Cloud con quelle già presenti on-premise.

 

 

 

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