Diario Verso una Nuova Rivoluzione Industriale? Parte IV

 

Verso una Nuova Rivoluzione Industriale? Parte IV

19 Settembre 2014

Carlos Ghosn

 

Concludo qui quanto elaborato nel mio quarto post sul tema della Reindustrializzazione.

 

A novembre 2012, Carlos Ghosn, Presidente del Gruppo Renault, e meglio noto come il "cost-killer", ha annunciato che avrebbe assunto altri 1,300 lavoratori per la fabbrica sita a  Valladolid in Spagna, per produrre il nuovo modello Captur.  Questo accadde dopo il clamoroso annuncio a ottobre 2012 da parte della Ford di spostare la produzione dalla fabbrica di Genk in Belgio alla Spagna, e conseguentemente licenziare ben 4,300 lavoratori.  Ed è stato seguito da un altro annuncio, a gennaio 2013 stavolta da parte della VolksWagen, di investire circa €785M in una fabbrica vicino a Pamplona, di nuovo in Spagna, nei prossimi cinque anni.  La fabbrica VW avrà una forza lavoro di circa 4,600 persone, e la capacità di produrre fino a 300,000 auto all’anno, rendendola una delle più grandi unità produttive del Gruppo tedesco.

 

Qual è il messaggio per economie dormienti come quella italiana?  Penso molto positivo: possiamo farcela!  Purché si accetti di accogliere il cambiamento e di rendere più flessibile il meato del lavoro, come la Spagna è stata capace di fare.

 

E i risultati si vedono: secondo Eurostat, nel secondo trimestre del 2013, la produttività spagnola ha raggiunto quella italiana, grazie ad un 15% di miglioramento negli scorsi 10 anni.  Il valore aggiunto per ora lavorativa ha raggiunto i 32€ in entrambe le Nazioni.  Tuttavia, l’Italia è rimasta praticamente ferma per circa 15 anni.

 

E anche la Francia e la Germania sono migliorate ulteriormente…

 

A questo riguardo, ho trovato molto interessanti alcuni spunti di Katy George, Executive della McKinsey, sul ruolo delle tecnologie digitali per l'industria del futuro.

 

In un sintetico video-documento, spiega il concetto di next-shoring e perché cambi epocali nella domanda da parte della clientela e nelle tecnologie, così come sui piani energetico e del costo del lavoro, stiano forzando le Aziende manifatturiere a ripensare radicalmente le strategie di produzione e di distribuzione.

 

Nuove tecnologie come la robotica evoluta e la produzione digitalizzata rappresentano una minaccia, ma anche una grande opportunità.

 

Gli aumenti di produttività richiesti alle Aziende industriali occidentali saranno altamente correlati agli sviluppi della cosiddetta Information Age.  Le esigenze di capacità elaborativa, così come l’immagazzinamento dati, sono destinati a crescere esponenzialmente e nuove tecnologie quali il “Software on Silicon” di Oracle sosterranno questa incredibile crescita.

 

Anche Michael Chui del McKinsey Global Institute ha recentemente posto la robotica evoluta tra le 12 tecnologie con potenziale maggiormente “distruttivo”, come capacità di trasformare il mondo del business e la vita delle persone nel prossimo decennio.  I leader aziendali e delle altre istituzioni debbono prepararsi a questi importanti cambiamenti.

 

La natura del lavoro stesso continuerà a cambiare: una ragione di più per insistere sull’importanza di robusti programmi di istruzione, per indirizzare l’ossessionante esigenza del settore industriale di continua crescita di produttività.

 

È chiaramente una partita da giocare a livello pan-europeo, perché il singolo Stato non è in grado di fronteggiare da solo tanti radicali cambiamenti in un contesto economico globalizzato.

 

Tuttavia, citando Roland Berger, “La Comunità Europea ha le carte in regola per riuscire a reindustrializzare l’Europa e rimanere una grande potenza economica, ma deve agire in maniera coordinata e soprattutto… accettare il cambiamento!”

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